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Delitto Yara, oggi la sentenza in Appello per Massimo Bossetti

Delitto Yara, oggi la sentenza in Appello per Massimo Bossetti

Atteso oggi a Brescia il verdetto della Corte d'assise d'appello sull'omicidio di Yara Gambirasio, per il quale Massimo Bossetti rischia l'ergastolo.

Davanti alla Corte d'Assise di Appello di Brescia, Massimo Bossetti ha detto: "Il mio primo pensiero va a Yara, una bambina che poteva essere mia figlia".

Lui implora la Corte: "Concedetemi la superperizia" sul Dna così "posso dimostrare con assoluta certezza la mia estraneità ai fatti". Non solo non ho ucciso Yara, ma non ho mai avuto un contatto con lei. Si è verificato un errore, ma non ho mai avuto la possibilità di partecipare all'esame. "Se fossi io l'assassino di questo orrendo delitto, mia moglie se ne sarebbe accorta leggendomi negli occhi, invece ho sempre mantenuto lo stesso comportamento".

Il delitto della 13enne di Brembate "è opera di persone disturbate, schifose, sadiche". "In 30 anni di professione non sono mai stato oggetto di così tanti attacchi personali come quelli che ho dovuto ascoltare da questa difesa con affermazioni lesive del mio lavoro e di quello del Ris", ha detto Martani contestando le accuse della difesa di eseguire "ordini di scuderia" e di dire cose "incredibili, false e suggestive". La violenza non fa per me.

La voce è diventata più forte quando ha parlato dell'arresto "scandaloso". C'era bisogno di farmi inginocchiare davanti al mondo intero e ai figli? "Mi avete trattato come un mostro, vergognatevi", ha insistito. I difensori dell'imputato hanno limato le dichiarazioni che saranno lette in aula dinanzi alla Corte presieduta da Enrico Fischetti. Bossetti, già condannato all'ergastolo in primo grado, ha ancora una volta rivendicato la sua innocenza, scrivendo una lunga lettera inviata in esclusiva al Quotidiano Nazionale, in tutto diciassette righe firmate sulla facciata di un foglio protocollo.

L'imputato è accusato di omicidio pluriaggravato e di calunnia nei confronti di un collega su cui avrebbe cercato di indirizzare le indagini.

Yara Gambirasio fu uccisa il 26 novembre 2010.

"Quel Dna non è suo, non c'è stato nessun match, ha talmente tante criticità - 261 - che sono più i suoi difetti che i suoi marcatori", hanno risposto i legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini. Il suo corpo venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d'Isola nascosto tra i rovi. E aggiunge: "Sono arrabbiato, deluso, stanco di sentire chi mi accusa ingiustamente".

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