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Dipendente delle Poste ruba denaro: licenziato, giudice lo reintegra

Dipendente delle Poste ruba denaro: licenziato, giudice lo reintegra

Scattate poi le misure cautelari disposte dal giudice delle indagini preliminari, il dipendente venne sospeso dal lavoro, ma il 12 maggio del 2014 ottenne su istanza dei suoi avvocati - che da mesi inviavano decreti ingiuntivi per recuperare gli stipendi secondo loro dovuti - un primo reintegro formale.

La decisione del giudice del Lavoro ha reso felice l'impiegato delle Poste, che ha detto a un sito locale: 'Sono contento di poter ricominciare a lavorare.

"L'impiegato delle poste sorpreso a rubare dovrà essere reintegrato sul suo posto di lavoro". L'uomo nel 2012 aveva sottratto 14.500 euro dalla cassaforte, di cui aveva le chiavi, nella sede centrale delle Poste di Vasto, dove lavorava all'epoca.

A tradirlo era stata un'intercettazione ambientale e telefonica: aveva catturato una conversazione privata in cui, sapendo di essere sospettato dai colleghi e sentendo sul collo il fiato degli inquirenti, valutava se fosse il caso di restituire il bottino: "Mi sa che mo' glieli riporto...".

Nel frattempo le Poste avevano deciso di sospenderlo in attesa della sentenza. Ma in un Paese dove vige la presunzione d'innocenza, sacrosanta, e dove l'impiegato-ladro, viene sospeso con gli stessi "dati sufficienti per procedere a una contestazione disciplinare" viene reintegrato, come era possibile avanzare già la richiesta di licenziamento? "L'attesa della sentenza di condanna, quindi, non si giustifica e la contestazione formale è irrimediabilmente tardiva", si legge nel testo che impone il reintegro. Quindi l'impiegato non va licenziato perché non è stato licenziato subito. Sto rivedendo la luce e, con me, la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto'. Siamo nel 2012. In breve il furto viene scoperto. "Il giudice - spiega l'avvocato Di Risio - ha applicato un principio di civiltà, perché il fatto deve essere contestato tempestivamente al lavoratore altrimenti si annulla il diritto alla difesa".

Gli avvocati del 58enne abruzzese hanno affermato che, 5 anni fa, Poste italiane era in possesso di tutti gli elementi per licenziare ma non lo aveva fatto. Si sono registrati molti casi di dipendenti delle Poste infedeli, sorpresi a rubare durante l'orario di lavoro. I fatti sono accaduti a Vasto e risalgono al 2012 quando un impiegato di lungo corso sfila dalla cassaforte di un ufficio postale una somma pari a 14500 euro.

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