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Italia, allarme povertà: ISTAT, 18 milioni di italiani a rischio

Italia, allarme povertà: ISTAT, 18 milioni di italiani a rischio

E nel rapporto intitolato "Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie", l'ente di statistica rileva come sia aumentata sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%). Secondo l'Istat, nel 2016 erano 18,136 milioni le persone a rischio povertà o esclusione sociale. Nel 2016 gli obiettivi prefissati sono ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale è infatti superiore di 5.255.000 unità rispetto al target previsto. E questo significa che si sta allargando sempre di più la forbice tra i poveri e i più benestanti del Paese.

Il 30%, delle persone residenti nella penisola, circa una su tre, è a rischio di povertà, o esclusione sociale.

Si tratta di circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014). Per ritenere che una famiglia viva quasi al di sotto della soglia di povertà è necessario che sia soddisfatta almeno una di queste condizioni: un nucleo familiare deve vivere al di sotto dei 9.748 euro annui; oppure in condizioni di grave deprivazione materiale (cioè mostrare almeno quattro dei nove segnali di deprivazione previsti, come l'essere in ritardo con i pagamenti, non potersi permettere di riscaldare in modo adeguato la casa); oppure le famiglie in questione devono trovarsi a bassa intensità di lavoro, ossia con componenti tra i 18 e i 59 anni che hanno lavorato meno di un quinto del tempo (se si fa riferimento a una singola persona si tratta di meno di tre mesi all'anno).

Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015).

Più esposti al rischio di povertà/esclusione sociale, come spesso accade, sono gli italiani residenti al Sud, mentre sul fronte della composizione familiare, a preoccupare l'Istat sono sia i nuclei con oltre 5 componenti (il rischio sale dal 31,6% al 34,9%), sia quelli con uno o massimo due componenti (il rischio vola dal 22,4% al 25,2%). Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). Distribuzioni del reddito più squilibrate ci sono in Portogallo (0,339), in Grecia (0,343) e in Spagna (0,345). Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo però su un volume molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione.

In Italia la quota di popolazione a rischio di poverta' o esclusione sociale e' passata da 28,7% a 30,0% tra il 2015 e il 2016.

Tuttavia, c'è chi sta peggio.

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