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Pietro Grasso: la sfida contro Renzi e la Destra regressiva

Pietro Grasso: la sfida contro Renzi e la Destra regressiva

Se agli attacchi frontali ci aveva fatto l'abitudine da quando era entrato in politica, negli ultimi mesi il segretario del Partito Democratico ha dovuto guardarsi le spalle ed evitare anche il fuoco amico.

Matteo Renzi, ospite nel salotto di Fabio Fazio, in onda su Rai1 nella serata di ieri, domenica 3 dicembre 2017: "Noi siamo rispettosi ci ciò che avviene alla nostra sinistra, certo ci dispiace". Poi, l'ex Premier affonda: "A Grasso faccio in bocca a lupo, poi bisogna capire se comanderà Grasso o D'Alema..."

"Renzi rompe una lunga giornata di silenzio del Pd, dopo l" assemblea dei Liberi e uguali che, con Grasso leader, puntano al 10% al voto.

Il personaggio Matteo Renzi è sicuramente scomodo per una Sinistra Unitaria che non ha ancora accettato un'identificazione del partito con il singolo (esempio, Salvini con la Lega Nord) e sabotarlo è un'ipotesi che è stata presa più volte in considerazione: l'ennesima uscita di scena, quella di Grasso, getta nuove ombre su un progetto politico come quello del PD che si sta avvicinando a delle elezioni le quali mai quanto oggi assomigliano ad un rito funebre. A un anno dal referendum che portò alle sue dimissioni, ha ammesso poi che il Pd "magari non ce la farà a recuperare il 40%", ma con i collegi si può avvicinare a un risultato che consenta "di farcela da soli".

L'ultima fatica di Pietro Grasso volge dunque verso un impegno unitario da parte della Sinistra distaccatasi dal PD con l'intento di creare una coalizione 'plurale ma orientata al governo su di una piattaforma basata sul tema del lavoro', secondo le parole di Pier Luigi Bersani. "Noi siamo una squadra che è una cosa molto bella e la stupirò, ci vogliamo molto bene, certo non ho mica detto che voglio bene a D'Alema..."

"Votare per la cosa rossa, per la sinistra radicale, significa fare un favore a Salvini e Berlusconi".

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