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Assalto a un magazzino di Mozzate, arrestati i rapinatori

Assalto a un magazzino di Mozzate, arrestati i rapinatori

All'alba di mercoledì 10 gennaio 2018 i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cantù, in collaborazione con i colleghi della Stazione di Mozzate e con la partecipazione, nelle fasi esecutive, di personale della Compagnia di Treviglio (Bergamo), hanno dato esecuzione a Milano e nella provincia di Bergamo a un'ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Como su richiesta dei Pubblici ministeri Daniela Moroni e Pasquale Addesso che hanno coordinato le indagini. Pistola in pugno e volto scoperto, i rapinatori avevano radunato i 5 dipendenti presenti, costringendoli a terra con le armi puntate e privandoli dei cellulari. Ovviamente, assicurandosi di far caricare solo quelle più costose. Tenendolo a bada con la pistola, il malvivente saliva a sua volta sul camion sedendosi al posto del passeggero ed intimando all'autista di avviare la marcia.

L'autista ucraino, invece, è stato costretto a rimanere in balia dei suoi sequestratori sino alle 18.45 circa, quando è stato liberato, insieme al camion (naturalmente svuotato del prezioso carico) nei pressi di Melegnano. I carabinieri della stazione di Mozzate e del Nucleo Operativo di Cantù avevano subito interrogato i dipendenti in cerca dei minimi particolari. Poi sono stati acquisiti i filmati di numerose telecamere della zona che hanno permesso di tracciare il percorso del camion e ricavare le prime informazioni sul modus operandi e sull'aspetto fisico dei rapinatori. Una cautela però non sufficiente a passare inosservati, dato che uno dei rapinatori aveva inavvertitamente lasciato traccia della sua presenza in zona, traccia che non è sfuggita al certosino lavoro manuale degli analisti del Nucleo Operativo.

Man mano che le indagini proseguivano diventava sempre più chiaro che gli autori facessero parte di un'organizzazione specializzata nel settore dell'autotrasporto di merci. Devono rispondere di rapina aggravata e sequestro di persona in concorso. Una ricerca che ha passato al vaglio tutte le frequentazioni dei due pregiudicati fino ad arrivare ai nomi di Gesualdo Cusumano e Antonio Leprinetti. Proprio quest'ultimo, secondo le indagini dei carabinieri, era stato colui che aveva lasciato una traccia telefonica sul luogo della rapina. Oggi, la notifica dei provvedimenti restrittivi ai De Giglio, che già si trovavano in carcere a San Vittore, e le manette a Leprinetti e Cusumano, trovati nelle rispettive case e tradotti in altri carceri lombardi. Le indagini continuano per verificare se al colpo hanno partecipato anche altre persone e soprattutto per capire che fine ha fatto la refurtiva che, molto probabilmente, potrebbe aver imboccato la via dell'Est Europa.

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